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Senza Fine: Il mito di Ornella Vanoni rivive negli scatti inediti dei suoi live in Salento
Non è solo un addio Ornella Vanoni: la tua musica è un segno indelebile che ci farà sognare per sempre.
Mentre l’Italia intera piange la scomparsa di Ornella Vanoni, avvenuta all’età di 91 anni, nel cuore del Salento si riapre un cassetto della memoria che sembrava sigillato per sempre. Dallo storico Archivio dello Studio Fotografico Quarta di Monteroni di Lecce, durante un lavoro di recupero, sono riemersi negativi che raccontano una storia incredibile. Non solo musica, non solo concerti, ma l’incontro tra due delle personalità più libere e anticonformiste del ‘900 italiano.
Le foto ci riportano alle notti magiche degli anni ’60 e ’70, tra il Joy Club di Galatina e il Club Azzurro di Porto Cesareo. E in uno di questi scatti, la storia della musica incrocia quella del costume: Ornella Vanoni e Giò Stajano, insieme, nella notte salentina.
Il Mito Ornella Vanoni: Amori, “Mala” e Voce Senza Fine
Prima di svelare i dettagli di quella notte a Galatina, dobbiamo ricordare chi era la donna che abbiamo perso. Ornella non ha mai avuto mezze misure. Nata borghese, diventa la “cantante della Mala” grazie al genio di Giorgio Strehler, il suo primo grande amore, che la plasma e la rende un’icona teatrale. Ma Ornella è fuoco vivo: scappa dal teatro per abbracciare la musica leggera e l’amore tormentato e passionale con Gino Paoli.
È per lei che Paoli scrive Senza Fine. È lei che, tra una depressione combattuta a viso aperto e una risata travolgente, ha insegnato alle donne italiane che si può essere fragili e fortissime allo stesso tempo. Una vita di incontri straordinari: da Hugo Pratt (che la disegnò) a Vinicius de Moraes, fino a quella sera in Salento…

L’Incontro “Impossibile” al Joy Club: Ornella Vanoni e Giò Stajano
Tra le foto ritrovate a Monteroni, una in particolare lascia senza fiato. Siamo al Joy Club di Galatina, locale che all’epoca non aveva nulla da invidiare al Piper di Roma. Ornella si è appena esibita, il pubblico ha ballato, i cocktail sono sui tavoli. E chi c’è lì con lei? Giò Stajano.
Il nipote del Papa, il primo omosessuale dichiarato d’Italia, l’uomo (poi donna) che fece il bagno nella Fontana di Barbi Trevi prima di Anita Ekberg, ispirando Fellini per La Dolce Vita. Perché questo incontro è leggenda? Perché vederli insieme a Galatina testimonia quanto il Salento fosse, già all’epoca, una terra di libertà e avanguardia. Due “irregolari”, due ribelli: lei con la sua voce sensuale, lui con la sua vita scandalosa, uniti in una risata in un club del Sud. Un documento storico eccezionale custodito dallo Studio Quarta.


Le Notti al Club Azzurro: Musica e Mare
Ma l’archivio ci regala anche la Vanoni versione “sirena” al Club Azzurro di Porto Cesareo. Qui l’atmosfera cambia: se al Joy regnava la mondanità sfrenata, a Porto Cesareo la Vanoni incantava a due passi dalle onde. Le immagini la ritraggono mentre canta dal vivo, immersa tra la gente che balla. Non era una vacanza, era lavoro, ma fatto con quella classe unica che trasformava un’esibizione in un abbraccio collettivo.
Un Archivio che Custodisce l’Anima del Salento
Il ritrovamento di questi scatti nello studio di Monteroni di Lecce ci ricorda l’importanza della memoria visiva. Queste foto non celebrano solo un’artista immensa che oggi non c’è più, ma raccontano dei nostri anni 60 / 70. Raccontano un Salento che sapeva accogliere il genio, la sregolatezza e la bellezza.
Ciao Ornella. Immaginiamo che ora, ovunque tu sia, tu stia sorridendo di gusto con Giò, giovane e libera per sempre