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Man Ray a Venezia: la mostra a Ca’ Giustinian 2026
Man Ray a Venezia: Il Ritorno dell'Immagine Ritrovata a Ca’ Giustinian
C’è qualcosa di magico nel veder riemergere la storia dai canali di Venezia. Se poi la storia riguarda il genio che ha insegnato al mondo a “dipingere con la luce”, l’evento diventa imperdibile. Inaugurata venerdì 6 febbraio 2026 presso il Portego di Ca’ Giustinian, sede storica della Biennale, la mostra “Man Ray a Venezia, l’immagine ritrovata” celebra i cinquant’anni dalla leggendaria Biennale Arte del 1976.
Questa esposizione non è solo un omaggio, ma un’operazione culturale che riattiva un patrimonio prezioso donato dall’artista stesso e conservato presso l’Archivio Storico della Biennale.

Ritratto di Kiki de Montparnasse (Profilo)
La prima immagine ritrae Alice Prin, universalmente nota come Kiki de Montparnasse, la musa per eccellenza di Man Ray e figura centrale della vita bohémien di Parigi negli anni ’20.
- Cosa rappresenta: Kiki è ritratta di profilo in un momento di intima eleganza, mentre indossa una sottoveste e si sistema i capelli. La posa classica e la luce morbida sottolineano il fascino della “Regina di Montparnasse”.
- Data di realizzazione: Scattata intorno al 1924-1925.
- Curiosità: Kiki non fu solo una modella, ma una pittrice e cantante di cabaret. Il suo legame con Man Ray fu fondamentale per lo sviluppo della fotografia surrealista.
Man Ray a Venezia – Un Omaggio tra Passato e Futuro: La Biennale del 1976
Nel 1976, nell’ambito della Biennale diretta da Vittorio Gregotti, fu allestita sull’isola di San Giorgio Maggiore la mostra Man Ray. Testimonianza attraverso la fotografia. In quell’occasione, Man Ray donò alla Biennale un corpus di 160 fotografie in bianco e nero che ripercorrevano la sua intera carriera, dal 1917 fino agli ultimi lavori.
Oggi, quella donazione torna protagonista a Ca’ Giustinian attraverso:
- Stampe e materiali di lavoro: Una selezione di documenti e materiali provenienti dall’Archivio Storico.
- Valore concettuale: La scelta di esporre riproduzioni e stampe da negativi originali riconosce alla fotografia una funzione espressiva che va oltre il semplice documento.
- Il Catalogo Storico: Viene presentata la riproduzione anastatica del volume del 1977, curato da Janus, arricchita da saggi di giganti dell’avanguardia come Marcel Duchamp, André Breton e Tristan Tzara.

Il Cuore dell’Avanguardia: Tra Dadaismo e Surrealismo
Man Ray non è stato un semplice fotografo, ma un teorico che ha trasformato l’obiettivo in uno strumento del “fare artistico”. Il suo contributo è stato fondamentale per due dei movimenti più dirompenti del Novecento:
1. L’Anima Dadaista
Insieme a Marcel Duchamp, Man Ray fu l’anima del Dada americano a New York. Il Dadaismo cercava di abbattere le convenzioni accademiche attraverso l’ironia e l’uso di oggetti quotidiani. Nelle sue mani, la macchina fotografica smise di essere uno strumento di precisione per diventare un mezzo di sperimentazione pura.
2. La Visione Surrealista
Trasferitosi a Parigi nel 1921, divenne una figura centrale del Surrealismo. Qui la sua arte si spinse verso l’esplorazione dell’inconscio e del sogno.
- L’Estetica del Contrasto: In opere come “Noire et Blanche” (1926), Man Ray accosta il volto niveo della sua musa, Kiki de Montparnasse, a una maschera rituale africana.
L’opera gioca sui contrasti: tra il viso ovale della modella e quello stilizzato della maschera, tra la pelle chiara e il legno scuro, e tra la realtà e il sogno. È un’esplorazione del concetto di bellezza e dell’interesse dei surrealisti per l’arte cosiddetta “primitiva”.
Data di realizzazione: 1926. Fu pubblicata per la prima volta sulla rivista Vogue nel maggio di quell’anno. - Oltre la lente: La sua tecnica delle rayographs — immagini ottenute senza macchina fotografica, poggiando oggetti direttamente sulla carta sensibile — incarna l’ideale surrealista dell’automatismo e della scoperta casuale.

Biografia: Emmanuel Radnitzky, in arte Man Ray
Nato negli Stati Uniti nel 1890 da una famiglia ebrea di origine russa, l’artista adottò lo pseudonimo Man Ray nel 1909. La sua vita fu un moto perpetuo tra le due sponde dell’Atlantico:
- New York (1909-1921): Gli esordi nell’avanguardia e l’amicizia con Duchamp.
- Parigi (1921-1940): Il periodo d’oro della fotografia e del cinema sperimentale, dove divenne il ritrattista ufficiale della bohème parigina. È in questo periodo (circa 1924-1925) che realizza gli iconici ritratti di Kiki de Montparnasse, la sua musa più celebre.
- L’Esilio e il Ritorno: Per sfuggire alla Seconda Guerra Mondiale si trasferì a Los Angeles nel 1940, per poi tornare definitivamente a Parigi nel 1951, dove visse fino alla morte nel 1976.
Curiosità su Man Ray che (forse) non sapevi
- Un nome “tagliato” per l’arte: “Man” era l’abbreviazione del suo soprannome (Manny), mentre “Ray” (raggio) evocava la luce, l’elemento base della sua arte.
- L’errore geniale: Le Rayographs nacquero per caso in camera oscura: un foglio di carta sensibile esposto alla luce con sopra degli oggetti produsse un’immagine distorta e poetica che folgorò l’artista.
- L’ultimo atto veneziano: Nonostante le gravi condizioni di salute, nel 1976 Man Ray seguì con enorme dedizione la mostra veneziana, rendendola di fatto il suo testamento spirituale prima di spegnersi lo stesso anno.
Verso il 2026: Il Futuro dell’Archivio all’Arsenale
Questa mostra non è solo una celebrazione del passato, ma un ponte verso il futuro della ricerca artistica. La Biennale ha infatti annunciato che la nuova sede dell’Archivio Storico (Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee) aprirà all’Arsenale nel giugno 2026. Sarà un centro aperto a studiosi e studenti per valorizzare lasciti fondamentali come quello di Man Ray.

“La Prière” (La Preghiera)
Questa immagine è uno degli esempi più audaci di come Man Ray utilizzasse la fotografia per “re-inventare” l’anatomia umana, tipico dell’approccio surrealista.
- Data di realizzazione: 1930.
- Cosa rappresenta: L’inquadratura è un primo piano strettissimo sulle natiche e le mani intrecciate di una modella accovacciata. La posizione compressa nasconde il volto e il resto del corpo, focalizzandosi solo sulla curvatura delle forme.
- Significato e Stile: Il titolo “La Preghiera” è ironico e provocatorio, in pieno stile Dada. Man Ray trasforma un dettaglio erotico in una forma scultorea che ricorda una cattedrale o un oggetto sacro. È un esempio perfetto di feticismo surrealista: l’occhio dell’artista isola una parte del corpo per privarla della sua funzione biologica e caricarla di un nuovo significato simbolico e plastico.

Ritratto di Lee Miller (Testa rovesciata)
Quest’opera segna il culmine della collaborazione artistica e sentimentale tra Man Ray e la celebre fotografa Lee Miller.
- Data di realizzazione: 1929 ca.
- Cosa rappresenta: Il volto di Lee Miller è immortalato in una posizione insolita, completamente rovesciato verso lo spettatore, con gli occhi chiusi e i capelli che cadono verso il basso (che nell’immagine appare come l’alto).
- Tecnica e Surrealismo: In questo scatto è evidente l’uso della solarizzazione, una tecnica che Lee Miller e Man Ray riscoprirono insieme per caso.
- L’effetto visivo: La solarizzazione crea un sottile bordo scuro attorno ai lineamenti (come si nota sul mento e sul collo), conferendo al volto un’aura metallica o ultraterrena.
- L’intento: Rovesciando la testa, Man Ray destabilizza la percezione di chi guarda. Il volto smette di essere riconoscibile come “persona” e diventa un paesaggio onirico, una maschera che fluttua nel buio, incarnando l’ideale surrealista della bellezza “convulsa” e inaspettata.
la Biennale di Venezia riafferma il proprio ruolo di custode dell’avanguardia, trasformando l’Archivio Storico in un organismo vivo e accessibile. Visitare questa esposizione significa confrontarsi con lo sguardo di un uomo che ha saputo vedere oltre la superficie delle cose, rendendo l’invisibile visibile.
L’appuntamento a Ca’ Giustinian segna inoltre una tappa fondamentale nel percorso verso l’inaugurazione della nuova sede dell’Archivio all’Arsenale, prevista per giugno 2026, che diventerà il nuovo Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee.
| Sede | Man Ray – Ca’ Giustinian, San Marco 1364/A, Venezia (Sede della Biennale) |
| Data di Apertura | Inaugurata venerdì 6 febbraio 2026 |
| Durata | La mostra ripercorre idealmente il progetto storico del 1976, restando aperta al pubblico per la stagione primaverile 2026 |
| Cosa Vedere | 160 fotografie originali, documenti d’archivio e la riproduzione del catalogo storico |
| Ingresso | Consultare il sito ufficiale della Biennale di Venezia per orari aggiornati e modalità di accesso. |