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Fotosintesi collezione Carla Sozzani al CAMeC di La Spezia 19 ottobre 2025 – 22 marzo 2026
La mostra fotografia Carla Sozzani che racconta 50 anni di immaginario visivo
Dal 19 ottobre 2025 al 22 marzo 2026, il CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea di La Spezia ospita Fotosintesi. Fotografie dalla collezione Carla Sozzani, una delle mostre fotografiche più rilevanti in Italia tra 2025 e 2026.
L’esposizione presenta oltre 150 opere di 73 fotografi internazionali, provenienti dalla celebre Collezione Carla Sozzani e curate da Maddalena Scarzella. Non si tratta di una semplice retrospettiva, ma di un percorso concettuale che esplora il ruolo della fotografia come linguaggio culturale, artistico e sociale
Fotosintesi collezione Carla Sozzani al CAMeC di La Spezia

Urs Lüthi è una figura centrale della Body Art e della Narrative Art degli anni ’70. In questo periodo, l’artista utilizzava il proprio corpo come tela e strumento per esplorare l’identità.
Cosa interpreta l’opera?
L’opera è una riflessione profonda e ironica sui temi dell’ambiguità e dell’identità di genere. Ecco i punti chiave:
- Androginia: Lüthi si presenta con un trucco pesante sugli occhi (eyeliner e mascara) che contrasta con il petto nudo e villoso. Questa voluta confusione tra maschile e femminile sfida le definizioni tradizionali di genere.
- La Maschera e il Sé: Il titolo “I’ll be your mirror” (citazione dei Velvet Underground) suggerisce che l’artista non sta solo mostrando se stesso, ma si offre come uno specchio per lo spettatore. Interpretando diversi “ruoli”, Lüthi dimostra che l’identità non è fissa, ma è una costruzione fluida.
- Ironia e Provocazione: La linguaccia e l’espressione giocosa rompono la serietà del ritratto artistico classico, trasformando l’atto della posa in una performance dissacrante.
- Dualismo: La foto gioca costantemente sugli opposti: fragilità e forza, seduzione e grottesco, realtà e finzione.
Cos’è “Fotosintesi”:
Il titolo Fotosintesi non è una scelta poetica casuale. Come nel processo biologico la luce si trasforma in energia vitale, così la fotografia diventa strumento di trasformazione del reale. L’immagine non si limita a registrare ciò che vede: interpreta, sintetizza, restituisce senso.
Questa mostra fotografia Carla Sozzani racconta oltre mezzo secolo di evoluzione dell’immagine, attraversando modernismo, avanguardie, fotografia di moda, ritratto, sperimentazione e visione contemporanea. Il filo conduttore non è cronologico, ma culturale ed emotivo.
Gli artisti in mostra: maestri e visioni iconiche
Il percorso espositivo mette in dialogo grandi nomi della fotografia internazionale, costruendo una narrazione fluida tra stili e generazioni:
- Karl Blossfeldt, con le sue forme vegetali trasformate in architetture visive
- Man Ray, simbolo dell’avanguardia e della sperimentazione surrealista
- Alfred Stieglitz, che eleva il paesaggio a introspezione emotiva
- Helmut Newton, icona di una fotografia provocatoria e senza compromessi
- Paolo Roversi, maestro di un’estetica sospesa, intima e senza tempo
- David LaChapelle, con le sue composizioni pop e iper-contemporanee
Accanto a loro compaiono figure fondamentali come László Moholy-Nagy, Sarah Moon, Horst P. Horst, Urs Lüthi, creando un mosaico visivo che riflette la pluralità dello sguardo fotografico.
Il ruolo di Carla Sozzani nella cultura visiva
Parlare di questa mostra significa parlare di Carla Sozzani come figura chiave della cultura contemporanea. Giornalista, editrice, collezionista e fondatrice di 10 Corso Como, Sozzani ha contribuito in modo decisivo a ridefinire il rapporto tra arte, moda, design e fotografia.
La sua collezione non segue logiche decorative o di mercato: è una mappa culturale, costruita nel tempo con uno sguardo coerente e riconoscibile. Fotosintesi rende evidente come la fotografia, per Sozzani, sia sempre stata pensiero visivo, mai semplice immagine.
Fotosintesi collezione Carla Sozzani al CAMeC di La Spezia

Questa immagine è un’icona assoluta della fotografia di moda e del surrealismo, intitolata “Hands, Hands, Hands…” (New York, 1941) di Horst P. Horst. Realizzata originariamente per Vogue, l’opera è uno dei gioielli della Collezione Carla Sozzani.
In questa fotografia, Horst esplora il corpo umano non come un intero, ma come un insieme di frammenti architettonici.
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Geometria e Rigore: Ogni mano è posizionata con estrema precisione per creare un ritmo visivo che guida l’occhio lungo una diagonale.
- Surrealismo: L’incrocio delle mani, alcune delle quali appartenevano alla celebre modella Lisa Fonssagrives, crea un’illusione quasi inquietante. Non è immediatamente chiaro quali mani siano umane e quali, eventualmente, di manichino, un tema caro alle avanguardie surrealiste che amavano confondere la vita con l’oggetto inanimato.
- Luce e Contrasto: Horst era un “architetto della luce”. Qui utilizza un chiaroscuro drammatico per esaltare la plasticità della pelle e il contrasto netto dello smalto scuro sulle unghie, trasformando un dettaglio di bellezza in un elemento grafico astratto.

Lisa Fonssagrives: La modella “Scultrice”
Considerata la prima vera supermodel della storia, Lisa Fonssagrives (1911–1992) non si limitava a “posare”. La sua straordinaria capacità di collaborare con i fotografi derivava dal suo background:
- Formazione da Danzatrice: Prima di arrivare a Parigi, Lisa era una ballerina e coreografa. Questo le dava un controllo millimetrico sui muscoli e sulle articolazioni, permettendole di mantenere pose innaturali o architettoniche per ore.
- Sguardo da Artista: Amava definirsi un “appendiabiti di lusso”, ma in realtà lavorava come una scultrice di se stessa. Capiva come la luce di Horst avrebbe colpito uno zigomo o la curva di una mano.
- La Collaborazione con Horst: In scatti come quello delle mani che abbiamo visto, la sua presenza è fondamentale perché trasforma un dettaglio anatomico in un oggetto di design.

Informazioni pratiche per la visita
Dove
CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea
Piazza Cesare Battisti 1, La Spezia
Quando
Dal 19 ottobre 2025 al 22 marzo 2026
Perché visitare Fotosintesi
Fotosintesi. Fotografie dalla collezione Carla Sozzani è una mostra imperdibile per chi ama l’immagine come strumento di pensiero. Non è un evento da consumare velocemente, ma un’esperienza da attraversare con lentezza, lasciandosi guidare dalla luce, dallo sguardo e dalla memoria visiva.
Una mostra che non chiede solo di essere vista, ma compresa